Luglio e agosto sono i mesi più caldi dell’anno e cosa c’è di meglio di una bella nuotata per rinfrescarsi?
Fare il bagno al mare o in piscina è una delle attività preferite sia dai bambini che dagli adulti, ma a volte, purtroppo, può capitare che il relax e il divertimento della vacanza vengano compromessi dall’insorgenza dell’otite.
CHE COS’È L’OTITE?
L’otite è un’infiammazione dell’orecchio dovuta a virus o batteri, che a seconda della zona colpita si distingue in interna, media o esterna.
L’otite esterna, conosciuta anche come “otite del nuotatore”, coinvolge il canale uditivo esterno e spesso ha come fattore scatenante propio l’acqua, che rimanendo nell’orecchio dopo aver fatto il bagno, crea un ambiente favorevole per la proliferazione di batteri.
Dopo una giornata di tuffi, può capitare di notare i primi sintomi dell’otite: sensazione di prurito e ovattamento, leggero rossore all’interno dell’orecchio e dolore lieve.
Entro circa 48 ore dal contatto con il batterio, però, il prurito diventa più acuto, il dolore si intensifica anche durante la masticazione e dall’orecchio possono fuoriuscire secrezioni sierose.
COME TRATTARE L’OTITE DEL NUOTATORE?
La terapia più indicata in caso di otite esterna è quella antibiotica, che si somministra attraverso gocce auricolari per combattere l’infezione e ridurre il gonfiore.
Prima di assumere qualsiasi farmaco, è importante rivolgersi a uno specialista, che dopo un’anamnesi accurata sarà in grado di stabilire l’eziologia e il trattamento adeguato.