Dopo aver partecipato a un concerto, può capitare di tornare a casa e continuare a sentire un fastidioso fischio o ronzio nelle orecchie.

Nella maggior parte dei casi è una situazione solo temporanea, che normalmente sparisce dopo alcune ore.

Per molti, però, la percezione del fischio è costante e in questo caso si parla di acufene: un disturbo che può avere un impatto profondo sulla qualità della vita, in modo particolare e ancor di più se la nostra professione è quella del musicista.

Il caso forse più noto nel panorama musicale italiano è quello di Caparezza, il cantautore di origini pugliesi che nel 2022 ha annunciato di dover interrompere la su attività proprio a causa dell’acufene e dell’ipoacusia.

ACUFENE NEI MUSICISTI

Secondo gli studi, tra il 30 e il 50% dei musicisti ha sperimentato un certo grado di acufene e queste percentuali sarebbero legate anche al tasso più elevato di perdita dell’udito registrato nel settore.

I musicisti sono costantemente esposti a suoni ad alta intensità e, con il trascorrere del tempo, il loro stile di vita può compromettere il buon funzionamento dell’udito.

Per i lavoratori dell’industria musicale, la prevenzione è la via principale da perseguire per proteggere la capacità d’ascolto.

Come? Innanzitutto indossando otoprotettori specifici e personalizzati durante i live, dotati di appositi filtri che riducono il livello di volume in modo uniforme.

Riprodurre il suono in cuffia a un livello moderato è un’altra strategia utile, per evitare che l’udito sia costantemente sottoposto a frequenze elevate.

COSA FARE IN CASO DI ACUFENE

L’acufene non è una malattia, ma un sintomo. Trovare un modo efficace per gestire il fischio e ridurne la percezione è importante per riuscire a ignorare il disturbo e migliorare così la propria qualità della vita.

Molti musicisti sperimentano sia la perdita dell’udito che l’acufene.

Se gli apparecchi acustici del passato non erano progettati per supportare un buon ascolto della musica, perché spesso applicavano la compressione del suono riducendo l’ampiezza della gamma dinamica, oggi esistono invece modelli avanzati, che consentono di includere impostazioni di programmazione per una riproduzione della musica ottimale.

Inoltre, grazie alle continue evoluzioni nel campo della ricerca sull’acufene, oggi sappiamo che il trattamento è tanto più efficace quanto personalizzato. 

È importante adottare un approccio multidisciplinare, che grazie al supporto professionale di esperti di diverse discipline (dall’audiologia alla medicina, dalla psicologia alla logopedia), possa aiutare la persona che soffre di acufene ad alleviare il disturbo.

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