I bambini soffrono di acufene?

La risposta è sì, anche se il fenomeno è meno frequente rispetto agli adulti.
Spesso, però, i più piccoli non riescono a descrivere ciò che sentono o lo considerano “normale”, perché presente da sempre nei loro ricordi.

Questo rende più difficile per i genitori riconoscere il problema, che tuttavia, quando persistente, può influire sul sonno, sull’attenzione e sul benessere emotivo del bambino.

Capire che cos’è l’acufene infantile, da cosa può dipendere e quali soluzioni esistono è fondamentale per intervenire in modo efficace.

Che cos’è l’acufene e perché compare nei bambini

L’acufene è la percezione di un suono, solitamente un fischio o un ronzio, che non proviene da alcuna fonte esterna. Nei bambini le cause possono essere molteplici e comprendono l’esposizione a rumori ad intensità elevata, infezioni dell’orecchio, allergie, accumulo di cerume o una perdita uditiva, che può essere congenita oppure acquisita. Anche piccoli traumi alla testa o al collo, l’esposizione al fumo passivo e alcuni farmaci ototossici possono contribuire alla comparsa del disturbo.

Esistono poi fattori meno immediati come lo stress emotivo e l’ansia. Durante periodi particolarmente impegnativi, come cambiamenti scolastici, lutti o situazioni di tensione, l’organismo entra in uno stato di maggiore allerta. In questa condizione i sensi diventano più sensibili e anche un suono interno come l’acufene può risultare molto più evidente.

Come si manifesta l’acufene infantile

L’acufene nei bambini non si presenta sempre allo stesso modo. Alcuni descrivono un fischio continuo, altri un ronzio intermittente o un rumore pulsante simile al battito cardiaco. Può essere lieve o più intenso, percepito in un solo orecchio oppure in entrambi, e spesso cambia nel tempo. Diventa generalmente più fastidioso nei momenti di quiete, soprattutto la sera, quando il bambino si prepara per andare a dormire.

Molti genitori iniziano a sospettare la presenza di acufene osservando cambiamenti nel comportamento: maggiore irritabilità, difficoltà di concentrazione, agitazione serale o la richiesta di tenere accesa la televisione o la musica per coprire il rumore percepito.

Nei casi più persistenti il disturbo può influire sull’umore e sul rendimento scolastico.

Diagnosi: come capire se il bambino ha davvero l’acufene?

Poiché i bambini più piccoli non sempre riescono a spiegare ciò che provano, la diagnosi richiede attenzione e un approccio strutturato. Il primo passo è una visita otorinolaringoiatrica, utile per valutare la salute dell’orecchio ed escludere fattori come cerume in eccesso, infiammazioni o infezioni, ma anche problematiche più serie.

Successivamente si possono eseguire test uditivi specifici, scelti in base all’età del bambino, per verificare la presenza di una perdita uditiva, spesso correlata all’acufene.

Se i sintomi fanno pensare a cause meno comuni, possono essere consigliati esami di approfondimento, come analisi del sangue o una risonanza magnetica.

Si può curare l’acufene nei bambini?

Parlare di “cura definitiva” non è corretto, perché l’acufene non è una malattia ma un sintomo. La buona notizia è che nella maggior parte dei bambini tende a ridursi spontaneamente o a diventare molto meno disturbante se affrontato con le strategie giuste. L’obiettivo principale della gestione dell’acufene infantile è ridurre l’ansia, migliorare la qualità del sonno e aiutare il bambino a spostare l’attenzione dal rumore interno.

Come aiutare un bambino che soffre di acufene

Il primo passo è sempre la comunicazione. Parlare con il bambino, spiegargli che ciò che sente non è pericoloso e che esistono percorsi specifici per aiutarlo riduce la sua tensione emotiva.

Se si sospetta la presenza di acufene nel proprio bambino, è consigliato rivolgersi a uno specialista, così da individuare l’approccio di intervento più adatto o capire se questa condizione può risolversi spontaneamente.

Un percorso multidisciplinare per il benessere del bambino

Affrontare l’acufene infantile richiede uno sguardo ampio che consideri non solo l’aspetto uditivo, ma anche quello emotivo e comportamentale.

Grazie al nostro Centro di Acufenologia, offriamo un percorso multidisciplinare che coinvolge otorini, audioprotesisti, psicologi, logopedisti, specialisti in chirurgia maxillo-facciale e terapisti del suono per accompagnare il bambino e la sua famiglia verso una gestione efficace dell’acufene, permettendo al piccolo di ritrovare equilibrio e tranquillità.