L’intelligenza artificiale (IA) è uno dei temi caldi del nostro tempo e in un mondo sempre più interconnesso e tecnologicamente avanzato, la convergenza tra intelligenza artificiale e dispositivi per la salute permette di sviluppare soluzioni innovative che migliorano la qualità della vita.

Tra le molteplici applicazioni dell’intelligenza artificiale, c’è anche il settore dell’audiologia. L’introduzione dell’IA in questo campo non ha soltanto ridefinito le tecnologiche acustiche e le modalità di diagnostica, ma ha anche aperto le porte a nuove prospettive per coloro che soffrono di difficoltà uditive.

IA E APPARECCHI ACUSTICI

Gli apparecchi acustici sviluppati negli ultimi anni possono essere connessi a smartphone e televisioni tramite Bluetooth e oggi chi li indossa non deve più dipendere dai tempi di durata delle batterie, ma può ricaricare comodamente il dispositivo durante la notte, per poi averlo pronto all’utilizzo la mattina successiva.
Con gli apparecchi acustici digitali è possibile effettuare chiamate, incontri, ascoltare musica e svolgere senza problemi le diverse attività della vita quotidiana.
I dispostivi uditivi di ultima generazione offrono una qualità del suono più naturale e personalizzata, in grado di adattarsi all’ambiente circostante e ai contesti in cui ci si trova. L’intelligenza artificiale consente infatti di analizzare costantemente l’ambiente, e adattare le frequenze in base alle esigenze di chi indossa l’apparecchio acustico, integrando funzioni avanzate che permettono di dare priorità alle voci oppure ai suoni ambientali.

IL FUTURO DEGLI APPARECCHI ACUSTICI

I moderni apparecchi acustici si stanno trasformando sempre di più in dispositivi multifunzionali, che vanno ben oltre il solo regno del suono. Le più avanzate tecnologie acustiche sono già in grado di monitorare ad esempio l’attività fisica e cognitiva di chi indossa l’audioprotesi, di trasmettere audio dal telefono o dalla TV in modalità wireless, ma anche di rilevare cadute e persino inviare messaggi di allarme agli operatori sanitari.
In un futuro non troppo lontano, possiamo anche immaginare che gli apparecchi acustici, oltre a migliore l’esperienza uditiva, possano collegarsi direttamente ai sistemi di domotica all’interno delle nostre case e avvisarci quando il timer del forno si spegne o quando qualcuno è alla tua porta di casa.
Un futuro che permetterà a milioni di persone di essere costantemente connesse con il mondo di suoni che le circonda, semplificando anche numerosi aspetti della quotidianità.

 

SFIDE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Se gli apparecchi acustici basati sull’intelligenza artificiale annunciano l’apertura di una nuova era nel campo delle audioprotesi, bisogna tuttavia considerare che questa tecnologia non è priva di sfide.
Gli algoritmi di intelligenza artificiale, infatti, sono tanto più precisi quanto maggiori e migliori sono le quantità e la qualità dei dati utilizzati per addestrarli.

L’attività di raccolta di tutti questi dati è un’operazione impegnativa, non esente dai rischi per la privacy e la sicurezza: dal momento che gli apparecchi acustici ascoltano continuamente l’ambiente circostante di chi li indossa, raccolgono numerosi dati sensibili. L’accesso non autorizzato a questi dati rappresenta un rischio significativo per le aziende, che devono trovare il giusto modo e gli strumenti per affrontarlo.

La sfida principale sarà quindi quella di coniugare aspetti come privacy e sicurezza con lo sviluppo di apparecchi acustici sempre più avanzati, in grado di migliorare l’esperienza uditiva e la qualità di vita di chi soffre di ipoacusia in modo ancora più efficace di oggi.